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Dicembre 2009
Il rifiuto palestinese ai negoziati di pace
1. Introduzione
Tutti i governi israeliani hanno avuto come obiettivo
centrale l'impegno per la pace. Se da una parte gli sforzi israeliani per il
conseguimento della pace hanno avuto come risultato la conclusione di trattati
di pace sia con l'Egitto che con
Il più recente esempio di questo
enigmatico comportamento palestinese è rappresentato dal rifiuto
dei Palestinesi di riprendere i negoziati di pace con il nuovo governo
israeliano dopo le elezioni avvenute in Israele agli inizi del 2009.
Il continuo rifiuto da parte dei Palestinesi delle
iniziative di pace proposte da Israele e l'attuale rifiuto di riaprire i
negoziati, pongono Israele di fronte alla domanda se i propri vicini si sentano veramente impegnati nel perseguimento della pace.
2. Iniziative di pace del nuovo governo di Israele (da Aprile 2009 fino a oggi)
Sin dal suo insediamento
avvenuto nell'aprile di quest’anno, l'attuale governo
israeliano ha cercato di trovare delle strade per coinvolgere nuovamente la
leadership dell'Autorità Palestinese (AP) nei negoziati di pace, che
erano stati sospesi unilateralmente dagli stessi Palestinesi dopo le elezioni
in Israele.
a. Sviluppi politici; due stati per due popoli
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Iniziative israeliane |
Elogi internazionali |
Rifiuto palestinese |
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In un discorso fatto all'Università di Bar Ilan il 14 Giugno 2009,
il Primo Ministro Netanyahu ha dichiarato in modo chiaro di accettare uno
stato nazionale palestinese che viva accanto ad uno stato nazionale
ebraico in pace e sicurezza. Nel suo discorso, il Primo Ministro ha chiarito che uno stato palestinese
dovrebbe essere smilitarizzato per non mettere in pericolo la sicurezza di
Israele. Il Primo Ministro ha poi invitato i Palestinesi ad iniziare i negoziati
immediatamente e senza condizioni per trasformare in realtà la visione
di due stati per due popoli. |
Vari leader nel mondo hanno elogiato questo significativo passo
israeliano. L'Amministrazione americana ha accolto il discorso definendolo
"un passo importante" (sito della Casa Bianca, 14 Giugno). Sentimenti simili sono stati espressi da Bernard Kouchner, Ministro degli
Esteri Francese (AFP, 15 Giugno). |
Il discorso di Netanyahu è stato respinto dai Palestinesi. Saeb
Erekat, la figura più rappresentativa fra i negoziatori palestinesi, ha
dichiarato quanto segue: "Il processo di pace si muoveva alla
velocità di una tartaruga. Questa notte, Netanyahu gli ha fatto fare
un salto all'indietro" (TV di Al-Jazeera, 14 Giugno). In modo simile, il portavoce della AP, Nabil Abu Rdainah, ha dichiarato:
"Le osservazioni di Netanyahu hanno sabotato tutte le iniziative, hanno
paralizzato tutti gli sforzi che sono stati fatti." (Jerusalem Post,
14 Giugno). Ahmed Bahar, il Presidente pro tempore del Consiglio Legislativo
Palestinese, ha detto che il discorso ha dato prova
che la "resistenza" (vale a dire il terrorismo), è la sola
via che i Palestinesi hanno per ricevere i diritti che spettano loro (Al-Intiqad,
15 giugno). A seguito del discorso, |
Nonostante questi continui rifiuti, il Primo Ministro
Netaniyahu ha ripetuto in modo specifico i suoi appelli alla pace con i
Palestinesi diverse volte dal mese di Giugno. Il premier deve ancora ricevere
una risposta positiva dalla AP.
b. Da una parte iniziative israeliane per migliorare
il clima politico e dall'altra delegittimazione Palestinese.
Riconoscendo che appelli per uno Stato Palestinese sono
necessari ma non sufficienti per la realizzazione della pace, l'attuale governo
israeliano ha messo in atto ampie misure allo scopo di migliorare il clima
politico nella regione e per creare sul campo dei fatti che promuovano la
riconciliazione.
I passi intrapresi da Israele includono misure per
aumentare la libertà di movimento sia all'interno del West Bank che fra
il West Bank e Israele. Queste mosse non solo migliorano la qualità
della vita dei civili palestinesi, ma danno anche un impulso allo sviluppo
economico; hanno contribuito agli
imponenti e incoraggianti dati statistici resi pubblici dalla Banca Mondiale,
che mostrano una crescita annuale dell'8% nella economia del West Bank e
una proiezione, riferita dal rappresentante del Quartetto Tony Blair in una
intervista con il New York Times, di una crescita annuale a due cifre.
In aggiunta, sapendo la facilità con cui
attività terroristiche possono silurare ogni progresso, tanto sul campo
quanto nelle stanze ove si svolgono le trattative, e cosciente che ciò
può avere come risultato un incremento delle restrizioni legate alla
sicurezza nelle aree sotto il controllo dei Palestinesi, Israele ha preso delle
misure per promuovere la cooperazione con i Palestinesi nel campo della
sicurezza.
Sebbene la vita nel West Bank sia significativamente
migliorata a seguito di questi sforzi combinati di Israele,
i leader palestinesi continuano a proseguire una campagna internazionale per
delegittimare Israele, per infliggere colpi alla sua economia e per minare la
sua capacità di difendersi.
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Iniziativa israeliana |
Rifiuto palestinese |
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Le misure prese dal governo israeliano per aumentare la libertà di
movimento all'interno del West Bank e fra il West Bank e Israele,
comprendono: v La
rimozione di posti di blocco e di blocchi stradali: Israele ha diminuito
il numero dei posti di blocco da v L'estensione
delle ore di attività dei punti di passaggio fra Israele e il West
Bank, compreso il Ponte di Allenby - il passaggio di frontiera verso v Il
miglioramento del punto di passaggio di Ghilboa / Jalama, in modo da
permettere che l'accesso possa essere usato non solo da pedoni ma anche da
autoveicoli. Tutto ciò ha portato ad un significativo aumento del traffico e
delle vendite al dettaglio. Inoltre, allo scopo di continuare a promuovere l'alleggerimento delle
restrizioni e - per quanto la cosa sia possibile - evitare che nuovamente avvenga
uno sconvolgimento nel processo di pace per mano di elementi terroristici, Israele
ha strettamente cooperato con
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Nonostante la fiducia data da Israele nelle misure prese,
Nello stesso tempo, gruppi palestinesi stanno portando avanti delle
campagne perché vengano arrestati leader
israeliani una volta che si trovano all'estero, abusando di clausole di
"diritto internazionale"; l'ultimo incidente del genere è
stato il mandato di arresto emesso in Gran Bretagna (14 Dicembre) contro l'ex
ministro degli esteri Livni. Inoltre, Una ulteriore campagna internazionale, vede la presentazione di
risoluzioni di condanna contro Israele - sponsorizzate dalla AP – all'interno
di organismi professionali dell'ONU. Ne sono esempi (Programma Politico di Fatah, al Ayyam, 11 Agosto) |
c. Restrizione israeliana delle attività di
insediamento
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Iniziative Israeliane |
Elogi internazionali |
Rifiuto Palestinese |
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Il 25 Novembre 2009, il governo israeliano, compiendo un passo che mai
era stato fatto, ha annunciato una moratoria di dieci mesi sulla costruzione
di nuovi progetti edilizi nel West Bank. Un atto definito dal Primo Ministro
Netanyahu come un passo "che ha come scopo quello di incoraggiare il
rinnovo dei colloqui di pace" e "una opportunità
di avanzare sulla strada della pace." |
La mossa di Israele è stata accolta con piacere
dagli USA. Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha dichiarato che la
decisione è una "utile mossa verso la risoluzione del conflitto
israelo-palestinese" (sito dello State Department, 25 Novembre). Anche l'inviato speciale americano per la pace in Medio Oriente – l'ex
senatore George Mitchell, ha accolto con piacere la mossa, dichiarando
che "è più di ciò che sia stato fatto da
qualsiasi altro precedente governo israeliano e può aiutare a
procedere verso un accordo fra le due parti" (sito dello State
Department, 25 Novembre). Sentimenti simili sono stati espressi dal Ministro degli Esteri
Francese Bernard Kouchner, che ha apprezzato la mossa e l'ha definita
"un passo nella giusta direzione." (EJPress, 26 Novembre) |
I portavoci palestinesi hanno rifiutato la moratoria ancor prima
dell'annuncio ufficiale israeliano (Fox News, 25 Novembre 2009). Il Comitato Centrale di Fatah ha sostenuto che il Primo Ministro
Netanyahu sta tentando di impedire la pace, ha dichiarato che la decisione
israeliana ha mostrato che Netanyahu sta "continuando ad impedire il
processo di pace e ad ignorare tutte le opportunità per ottenerla."
(Jerusalem Post, 26 Novembre) |
3. Costanti rifiuti palestinesi alle iniziative
israeliane
I rifiuti palestinesi alle molte iniziative del Primo
Ministro Netanyahu nel perseguimento della pace, non sono un fatto isolato;
sono solo l'ultimo in una sequela di rifiuti palestinesi delle iniziative di pace israeliane negli ultimi decenni.
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Iniziative Israeliane |
Elogi internazionali |
Rifiuto Palestinese |
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Oslo (1993): gli Accordi di Oslo sono costituiti di una serie
di accordi ad interim che avevano l'intenzione di portare la pace fra Israele
e i suoi vicini palestinesi. |
Il Presidente degli USA Clinton fece riferimento a Oslo come
"la pace dei coraggiosi" (BBC, 13 Settembre 1993).
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I Palestinesi hanno violato fondamentalmente gli impegni che derivavano
loro dagli Accordi di Oslo, rispondendo alla messa in atto di Oslo da parte di
Israele, con una ondata di attacchi di terrorismo suicida all'interno
delle città di Israele. |
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Camp David: nel |
L'allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, definì
le azioni del Primo Ministro Barak "coraggiose". |
I Palestinesi rifiutarono l'offerta su due piedi e non venne
neppure presentata una controproposta. La risposta all'offerta di pace
israeliana fu il lancio da parte della AP (nel
Settembre del 2000) di una ondata di violenza pre-pianificata, diventata poi
nota come "Seconda Intifada", caratterizzata da attacchi
terroristici senza precedenti che hanno ucciso 1184 Israeliani. |
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Disimpegno: Il governo israeliano, alla guida del Primo Ministro Sharon, ha promosso un
piano per il disimpegno delle forze israeliane e la rimozione di insediamenti
dalla Striscia di Gaza e dal Nord della Samaria. Il piano è stato messo in atto nell'Agosto del 2005. Israele aveva
visto nel disimpegno una iniziativa verso la realizzazione della pace. |
Il Presidente degli Stati Uniti Bush lodò il popolo
israeliano per il "coraggioso e doloroso passo compiuto" e
dichiarò: "ora che Israele si è ritirata, la via da
seguire è chiara. I Palestinesi devono mostrare al mondo che
combattono il terrorismo e governano in modo pacifico." (Discorso alla
radio, 27 Agosto 2005). Il Primo Ministro Britannico Tony Blair definì il disimpegno un
"passo storico", dichiarando: "Vorrei esprimere nuovamente il
pieno sostegno del governo Britannico. Ho una grande ammirazione per il
coraggio con cui Lei ha sviluppato e messo in atto questa linea politica. Ho
fiducia nel fatto che sia nel giusto, vedendo nel disimpegno una
opportunità storica per il
raggiungimento di un futuro migliore per Israeliani e Palestinesi."
(Lettera trasmessa da Tony Blair al Primo Ministro Sharon, 16 Agosto 2005). Elogi simili vennero inviati da ONU, Turchia, Marocco, Italia, Sud Africa
e Norvegia. |
Nonostante il disimpegno israeliano, i Palestinesi continuarono a lanciare
razzi dalla Striscia di Gaza su Israele. Inoltre, invece di usare il
disimpegno come una opportunità di conseguire la pace, i Palestinesi
elessero come guida politica il gruppo terroristico di Hamas sostenuto
dall'Iran. Nel Giugno del 2007 Hamas prese il totale controllo della Striscia
di Gaza con un violento colpo di stato. Sotto Hamas, il costante lancio di
razzi sulle comunità civili del sud di Israele aumentò in modo
drammatico, con oltre 10.000 razzi e
bombe di mortaio lanciati da Hamas e da altri gruppi terroristici contro aree
civili di Israele |
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2008: Il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert ha fatto al
Presidente dell'AP Abbas una offerta di pace radicale e senza precedenti |
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Abbas ha rifiutato le offerte e spiegato a Jackson
Dhiel del Washington Post, di aver rifiutato le proposte di Olmert
perché "le differenze erano troppo ampie"; Abbas ha poi
continuato dicendo: "Aspetterò finché Israele
congelerà gli insediamenti ... fino ad allora, nel West Bank abbiamo
una buona realtà ... il popolo sta vivendo una vita normale." ( |
Conclusioni
Israele ha conseguito accordi di pace negoziati che hanno
trasformato precedenti nemici giurati, come Giordania ed Egitto, in partner per
la pace. Questi accordi si sono resi possibili grazie alla coraggiosa
leadership di Anwar Sadat e del Re Hussein, i quali hanno preparato i propri
popoli alla pace e hanno fatto i compromessi necessari per raggiungere la pace
sul tavolo delle trattative. I Palestinesi, invece, si aspettano di raggiungere
in qualche modo la pace solo ed esclusivamente secondo le proprie condizioni,
senza neppure sedersi a parlare intorno a un tavolo delle trattative.
L'attuale governo di Israele ha già dimostrato - a
parole e nei fatti – il proprio impegno nel progredire sulla strada della
pace e, come tutti i governi israeliani nel passato, è disposto a fare i
necessari compromessi per raggiungere la pace. Ciononostante, i Palestinesi
rigettano ogni compromesso e rifiutano persino di negoziare. Sarebbe una tragedia
se la leadership palestinese scegliesse ancora una volta l'approccio del
"tutto o niente" e rifiutasse la possibilità di dare forma ad
un accordo di pace storico.